L’intervista pubblicata dal Corriere della Sera Torino dedicata ad Acqua Novara.VCO rappresenta un passaggio significativo nel percorso di evoluzione del posizionamento della società, sempre più orientato verso un ruolo che supera quello tradizionale di utility territoriale.
Al centro del racconto non c’è soltanto la sperimentazione tecnologica sui PFAS, ma una narrazione costruita su elementi concreti: dati tecnici, processi industriali, innovazione applicata e collaborazione con enti scientifici. Un approccio che contribuisce a rafforzare la percezione di Acqua Novara.VCO come soggetto competente e operativo, più che semplicemente “sostenibile”. In questo contesto, la dichiarazione dell’Amministratore Delegato Daniele Barbone — «è la prima volta che questa tecnologia viene utilizzata in Italia» — introduce un elemento chiave: quello della leadership anticipatoria. Non solo adozione di soluzioni innovative, ma capacità di muoversi in anticipo su temi destinati a diventare sempre più centrali, come la gestione dei PFAS.
L’intervista evidenzia anche un’evoluzione nel ruolo della società, che si propone non solo come gestore del servizio idrico, ma come attore in grado di coordinare e dialogare con il sistema produttivo e istituzionale. In questa direzione si inserisce l’apertura di un tavolo con le associazioni di categoria per definire linee guida sulla riduzione dei PFAS nei processi industriali, segnando un passaggio verso una funzione più ampia di indirizzo e governance.

A rafforzare la credibilità del progetto contribuisce il coinvolgimento di soggetti terzi come ARPA Piemonte e il Politecnico di Torino, che collocano l’iniziativa all’interno di un ecosistema fatto di ricerca, monitoraggio ambientale e innovazione.
Allo stesso tempo, l’intervista mantiene un taglio realistico: vengono riconosciuti i limiti delle tecnologie disponibili, le criticità legate alla scalabilità e la necessità di valutazioni costi-benefici, evitando semplificazioni eccessive.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una società che, attraverso innovazione e sperimentazione, punta a ritagliarsi un ruolo sempre più attivo nel dibattito ambientale e industriale, contribuendo non solo alla gestione del problema, ma anche alla definizione delle possibili soluzioni.
